MUSTANG – da ven 6/11

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Da venerdì 6 a lunedì 9 novembre

MUSTANG

Show ore 21,15; domenica anche ore 17 e 19,15; lunedì in versione originale con sottotitoli. Ingresso 7 euro. Ridotto 5 euro per studenti e over 65. Ridottissimo 4 euro ogni venerdì per gli under 30 e lunedì per tutti

Un film di Deniz Gamze Ergüven. Con Erol AfsinGünes SensoyDoga Zeynep DogusluElit IscanTugba Sunguroglu. Durata 100 min. – Francia 2015.

In un villaggio sul Mar Nero, cinque ragazze della stessa famiglia innescano uno scandalo con un gioco in cui si siedono sulle spalle dei ragazzi. L’episodio, con conseguenze imprevedibili, segna la fine della loro infanzia e le fa vivere chiuse in casa, private di ogni libertà. Di fronte all’idea di dover contrarre un matrimonio non voluto, Lale, la più giovane, inizia una lunga lotta che culmina in una prova di forza con la sua conservatrice famiglia.

http://www.mymovies.it/film/2015/mustang/

Sito ufficiale – http://mustangfilm.it/  

“UN FILM DESTINATO A CONQUISTARE IL MONDO” – The Guardian

“FOLGORANTE, EVOCATIVO ED INTIMO” – The Hollywood Reporter

Note: resentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al festival di Cannes 2015, vincitore del Europa Cinemas Label Award. Candidato agli Oscar per la Francia

BUONA VISIONE! … Inoltre, per lo Snaporaz dei piccoli (ma non solo…)

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Il bambino che scoprì il mondo 

(O Menino e o Mundo, Brasile/2013) di Alê Abreu (80’)

In programma sabato 7 novembre ore 19,15 e domenica 8 novembre ore 15,30
INGRESSO PER TUTTI 5 EURO

vincitore di numerosi premi internazionali, Alê Abreu mescola colori e tecniche: pastelli a olio, matite colorate, collage da giornali e riviste

Un bambino vive con i suoi genitori in campagna e passa le giornate in compagnia di ciò che gli offre la natura che lo circonda: pesci, alberi, uccelli e nuvole, tutto diventa pretesto per un gioco e una risata, briglie sciolte alla fantasia. Ma un giorno il padre parte per la città in cerca di lavoro. E il bambino, a cui il genitore ha lasciato nel cuore la melodia indimenticabile che gli suonava sempre, mette in valigia una foto della sua famiglia e decide di seguirne le tracce. Si troverà in un mondo a lui completamente ignoto, fatto di campi di cotone a perdita d’occhio, fabbriche cupe, porti immensi e città sovraffollate. Affronterà imprevisti e pericoli per terra e per mare, crescerà, ma qualcosa di quel bambino che si tuffava in mezzo alle nuvole in lui rimarrà sempre. 

E martedì torna il Cinema Ritrovato…

fotogramma_I pugni in tasca_Restauro realizzato da Cineteca di Bologna con L'immagine ritrovata (2) (2)

10 novembre ore 21,15

I PUGNI IN TASCA

(Italia/1965) di Marco Bellocchio (107’)

Regia: Marco Bellocchio. Sceneggiatura: Marco Bellocchio. Fotografia: Alberto Marrama. Montaggio: Aurelio Mangiarotti [Silvano Agosti]. Scenografia: Rosa Sala. Costumi: Gisella Longo. Musica: Ennio Morricone. Interpreti: Lou Castel (Ale), Paola Pitagora (Giulia), Marino Masé (Augusto), Pierluigi Troglio (Leone), Liliana Gerace (madre), Jeannie Mac Neil (Lucia), Mauro Martini (bambino), Gianni Schicchi (Tonino), Alfredo Filippazzi (dottore). Produzione: Enzo Doria per Doria Cinematografica.

Restaurato da Fondazione Cineteca di Bologna presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata con il sostegno di Giorgio Armani

Il tormentato rampollo di una ricca famiglia di Bobbio uccide la madre paralitica e il fratello minorato, confidando nella complicità morbosa che lo lega da sempre alla sorella. Il folgorante, crudele esordio di Marco Bellocchio infierisce con rabbia e disperazione contro la famiglia, il cattolicesimo e altre colonne portanti della borghesia italiana. In equilibrio fra adesione e distacco dalla folle lucidità del protagonista, Bellocchio prefigura alcuni umori del ’68. A quarantant’anni di distanza mantiene intatta la propria modernità e carica corrosiva.

“Marco Bellocchio ha dato fondo in questo suo I pugni in tasca a tutto ciò che di solito costituisce il mondo della giovinezza. In questo film c’è di tutto, davvero: odio e amore della famiglia, ambiguità dei rapporti fraterni, attrazione verso la morte, entusiasmo per la vita, volontà astratta di azione, furore impotente, malinconia morbosa, violenza profanatoria e infine, a sfondo di tutto questo, il senso cupo e fatale di una provincia senza speranza” (Alberto Moravia).