La vendetta di un uomo tranquillo + Doc in Tour + Il sale della terra

  • ⇰ venerdì 31/3 ore 21:15 LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO (in italiano)
  • ⇰ sabato 1/4 ore 18:30 e 21.15 – LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO (in ital.)
  • ⇰ domenica 2/4 ore 16:30, 18:30 e 21:15 – LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO (in ital.)
  • ⇰ lunedì 3/4 ore 21:15 – LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO (in spagnolo con sottotitoli)
  • ⇰ martedì 4/4 ore 21 – DOC IN TOUR (ingresso 2 €)
  • ⇰ mercoledì 5/4 ore 21 – DOC IN TOUR (ingresso 2 €)
  • ⇰ giovedì 6/4 ore 21 – IL SALE DELLA TERRA (Omaggio a Wim Wenders. Versione Italiana)

LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO

Regia di Raúl Arévalo. Con Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Díaz, Alicia Rubio, Manolo Solo. Titolo originale: Tarde para la ira. Genere Thriller – Spagna, 2016, durata 92 minuti.

Madrid, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione. José è un uomo chiuso e solitario che non sembra trovare il suo posto nel mondo. Una mattina di inverno si reca nel bar gestito da Ana e da suo fratello e da quel giorno la sua vita si intreccia con quella degli altri frequentatori abituali del bar che lo accolgono come uno di loro. In particolar modo, è Ana a vedere nel nuovo arrivato una speranza per la sua penosa esistenza. Scontata la pena, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, trova una donna confusa e insicura e si troverà a dover affrontare un uomo che, distruggendo le sue aspettative, cambierà tutti i suoi piani.

4 PREMI GOYA. Migliore attrice alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. La Biennale di Venezia – sezione “Orizzonti”


DOC IN TOUR in tour 2017, martedì 4 e mercoledì 5 aprile dalle ore 21, ingresso 2 €

TUTTI I TRAILER QUI: youtu.be

⇰ 4 aprile: Finché lassù c’è il sol di Elisa Bucchi e Nicola Bogo (25 min.)

Come in un film-La vera storia di Gabriele (Gastone) Tinti di Riccardo Marchesini (48 min.)

Circle di Valentina Monti (70 min.)

  5 aprile The black sheep di Antonio Martino (72 min.)

A seafish from Africa – Il mio amico Banda di Giulio Filippo Giunti (62 min.)

4/4 ore 21: FINCHE LASSU C’è IL SOLE Regia: Elisa Bucchi, Nicola Bogo Durata: 25′

Un luogo magico, che sembra uscito direttamente da una fiaba, siamo in un paese vicino a Treviso (Italia). Tutto inizia nel 1969 quando Bruno costruisce un’altalena dietro alla sua locanda, tra gli alberi. Oggi quel luogo è un luna park gratuito a elettricità zero, unico nel suo genere, dove tutte le giostre sono azionabili solo grazie alla forza motrice dei passeggeri, costruito interamente da lui utilizzando materiali reperiti qua e là.. Un ritratto intimo e poetico della vita di Bruno e di un luogo a metà tra il sogno e la realtà.

4/4 ore 21,30: COME IN UN FILM Regia: Riccardo Marchesini Durata: 48′

Gabriele Tinti è nato nel 1932 a Guarda, frazione di Molinella. E’ un giovane che come tanti, ma con una carta vincente: è bellissimo. Nell’immediato dopoguerra lascia la campagna e si avventura a Roma per intraprendere la carriera di attore. In 40 anni di attività ha partecipato a oltre 100 film accanto ai più noti attori italiani diretto da registi importanti di fama internazionale. Ha lavorato in Italia, all’estero, a Hollywood e ha sposato Laura Gemser, bellissima protagonista della serie di film Emanuelle. A 25 anni dalla morte questo documentario raccoglie le testimonianze degli abitanti della sua città natale.

4/4 ore 22,30: CIRCLE Regia: Valentina Monti Durata: 70′

Una favola al contrario che ha per protagonisti un domatore in gabbia e una ballerina a cavallo. Una storia d’amore da cui nasce una saga familiare che attraversa oltre un secolo di storia d’Italia, dove gli amori, le passioni ma anche le incomprensioni e l’odio, convivono sotto lo stesso tendone. Attraverso il materiale unico dell’archivio della famiglia Togni, Circle disegna un racconto circolare come l’arena delle belve e come le stagioni della vita.

5/4 ore 21:15 THE BLACK SHEEP Regia: Antonio Martino Durata: 72′

Ausman, ha combattuto per la rivoluzione libica, nonostante fosse un pacifista, convinto di battersi per la libertà e la democrazia. Niente è andato come lui pensava: la violenza e l’estremismo religioso dilagano sempre più. Oggi si sente uno straniero nel suo paese. In quale mo(n)do potrà trovare un senso d’appartenenza?

5/4 ore 22,30: IL MIO AMICO BANDA – A seafish from Africa Regia: Giulio Filippo Giunti Durata: 62′

In un momento storico in cui l’immigrazione in Europa si fa sempre più massiccia e sembra che l’unica soluzione sia dimenticare gli accordi di Schengen e rinchiudersi ognuno nei propri confini nazionali, ecco una storia che fa riflettere su come culture molto diverse tra loro possano cercare di costruire un dialogo grazie all’esperienza di vita che ogni persona porta con sè. Banda, immigrato ghanese di fede musulmana, arriva in Europa alla ricerca di un’occasione, di una possibilità di sopravvivenza e con l’obiettivo di aiutare la sua famiglia in Africa. In Italia incontra Giulio, che gli offre un lavoro, diventa suo amico e decide di raccontare la sua storia in un film. Nasce così un racconto intimo e profondo che si rivela al ritmo della natura e delle stagioni: antichissime conversazioni tra uomini, tra amici sul senso della vita e della morte, sulla religione e la famiglia, scanditi dalla fatica del lavoro quotidiano in campagna. La riscoperta di un mondo vicino e parallelo, che ci interroga ancora una volta sul senso dell’Europa e sulla sua futura identità.


giovedì 6 aprile ore 21:15 IL SALE DELLA TERRA (2014) di Wim Wenders (100 min.)

Da quarant’anni Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un’umanità in pieno cambiamento. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea – conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa – si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l’ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.