dal 27/10 UNA DONNA FANTASTICA, in rassegna 26/10 BLOW-UP e 29/10 IL GOBBO DI NOTRE DAME

UNA DONNA FANTASTICA, il nuovo film di Sebastian Lelio (Gloria) con Daniela Vega, Francisco ReyesLuis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera.
Vincitore dell’Orso d’argento per la Migliore Sceneggiatura al Festival di Berlino 2017.
Il film è stato selezionato per rappresentare il Cile ai premi Oscar 2018 nella categoria Oscar al miglior film in lingua straniera.

locandina

Titolo originale Una Mujer Fantástica durata 104 min.  Cile – Germania 2017.

⇰ venerdì 27 ottobre ore 21:15
⇰ sabato 28 ottobre ore 21:15
⇰ domenica 29 ottobre ore 18:30 e 21:15
⇰ lunedì 30 ottobre ore 21:15
⇰ martedì 31 ottobre ore 21:15 (in originale spagnolo con sottotitoli italiani)
⇰ mercoledì 1 novembre ore 18:30 e 21:15

È la storia di Marina, una donna giovane e attraente, legata sentimentalmente ad un uomo di vent’anni più grande. La sua fragile felicità si interrompe la sera in cui Orlando, il suo grande amore, muore all’improvviso. È in quel momento che la sua natura transgender la metterà di fronte ai pregiudizi della società in cui vive. Marina è però una donna forte e coraggiosa e si batterà contro tutto e tutti per difendere la propria identità e i propri sentimenti.

Vedo Una Donna Fantastica come un film dallo splendore estetico, dal vigore narrativo, un film di tensione e sentimento. Politonale, multi sperimentale, multi emozionale. È un film che allo stesso tempo celebra e indaga il suo personaggio principale: Marina Vidal. Cosa vedranno gli spettatori quando vedranno Marina? Una donna, un uomo, o la somma di entrambi?
Vedranno un essere umano che cambia continuamente sotto ai loro occhi, che fluisce, vibra, e modifica se stessa. Ciò che stanno vedendo non è esattamente quello che vedono, e questa condizione trasforma Marina in un vortice che trascina la fantasia e il desiderio dello spettatore, invitandolo ad esplorare i limiti della sua stessa empatia. Sebastian Lelio


Per la rassegna “Il Cinema Ritrovato“, proiettiamo il capolavoro di Michelangelo Antonioni, BLOW-UP che si terrà il 12 ottobre.

Blow-up di Michelangelo Antonioni, restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros. e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi.

Regia: Michelangelo Antonioni. Soggetto: dal racconto Las babas del diablo di Julio Cortázar. Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Tonino GuerraFotografia: Carlo Di PalmaMontaggio: Frank Clarke. Scenografia: Assheton Gorton. Musica: Herbie Hancock. Interpreti: David Hemmings (Thomas), Vanessa Redgrave (Jane), Sarah Miles (Patricia), Verushka (se stessa), Peter Bowles (Ron), Jill Kennington, Peggy Moffit, Rosaleen Murray, Ann Norman, Melanine Hampshire (modelle), Jane Birkin, Gillian Hills (aspiranti modelle). Produzione: Carlo Ponti per Metro Goldwyn Mayer.

blowmanidefTitolo originale Blow-up. Durata 112 min. – GB/ITA 1966.

⇰ giovedì 26 ottobre ore 21:15

Il primo film in lingua inglese di Michelangelo Antonioni, tratto da un racconto di Cortázar. La swinging London, magnificamente esaltata dalle invenzioni cromatiche di Carlo di Palma, le mode giovanili, la musica e la contestazione, servono ad Antonioni per mettere in scena l’avventura di uno sguardo. Una fotografia scattata per caso rivela, ingrandita, le presunte tracce di un delitto. E l’incapacità dell’uomo contemporaneo, e dell’artista, di far presa sul reale.
Blow-up è un film che si presta a tante interpretazioni, perché la problematica cui si ispira è appunto l’apparenza della realtà. […] L’esperienza del protagonista non è né sentimentale né amorosa, riguarda piuttosto il suo rapporto con il mondo, con le cose che si trova di fronte. È un fotografo. Un giorno fotografa due persone al parco, un elemento di realtà che sembra reale. E lo è. Ma la realtà ha in sé un carattere di libertà che è difficile spiegare. Questo film, forse, è come lo Zen: nel momento in cui lo si spiega lo si tradisce. (Michelangelo Antonioni)


Per la rassegna “I Classici Disney allo Snaporaz”, diamo il 34º Classico Disney, IL GOBBO DI NOTRE DAME. È un film del 1996 diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise, basato sul romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Prodotto da Don Hahn, il film ha come protagonisti nel cast vocale originale Tom Hulce, Demi Moore, Tony Jay e Kevin Kline. Fu prodotto durante il cosiddetto Rinascimento Disney. La colonna sonora è stata scritta da Alan Menken, che ha collaborato per le canzoni con il paroliere Stephen Schwartz.

2_Il_Gobbo_di_Notre_DameTitolo originale The Hunckback of Notre Dame. Durata 90 min. USA 1996.

⇰ domenica 29 ottobre ore 14:00
⇰ domenica 29 ottobre ore 16:00

Tra le guglie del campanile della cattedrale di Notre Dame è confinato il campanaro deforme Quasimodo. Vent’anni prima il giudice Frollo, ossessionato dall’idea di ripulire la città dai gitani, aveva ucciso la madre di Quasimodo. Per questo venne punito con l’obbligo di prendersi cura del bambino. Da allora Quasimodo vive rinchiuso nel campanile sotto la sorveglianza del suo dispotico tutore, sognando di potersi unire alla gente che anima la piazza. Un giorno, durante la Festa dei Pazzi, Quasimodo trova il coraggio di uscire. Nella piazza conosce Esmeralda, la donna che cambierà la sua vita.

L’idea di adattare Notre-Dame de Paris venne dal responsabile dello sviluppo David Stainton nel 1993, dopo che ebbe letto l’adattamento a fumetti del Classics Illustrated. Stainton propose l’idea al presidente dello studio Jeffrey Katzenberg.
Dopo La bella e la bestia, Gary Trousdale aveva colto l’occasione di prendersi una pausa dalla regia, trascorrendo invece diversi mesi nello sviluppo degli storyboard de Il re leone. Successivamente, Trousdale e Kirk Wise tentarono di sviluppare un film d’animazione basato sul mito greco di Orfeo intitolato A Song of the Sea, adattandolo per rendere il personaggio centrale una megattera e ambientandolo nell’oceano aperto. Mentre stavano lavorando al progetto, Trousdale e Wise furono convocati da Katzenberg che li assegnò alla regia de Il gobbo di Notre Dame. Secondo Wise, i due registi credettero che il film avesse “un grande potenziale, personaggi memorabili, un’ambientazione davvero eccezionale, il potenziale per fantastici effetti visivi e un sacco di emozioni”.