dal 31/10 al 4/11 Tutto Il Mio Folle Amore, il 2/11 9 Doigts con il regista FJ Ossang, il 6/11 Concerto di Cadori

Ora capisco cosa cercavi di dirmi e quanto soffrivi sapendo di avere ragione. Ma avrei potuto dirti, Vincent, che questo mondo non è adatto a uno così bello come te.
Vincent – Don Mc Lean

TUTTO IL MIO FOLLE AMORE riporta Gabriele Salvatores, regista eclettico per eccellenza, al genere che più gli piace e che, senza nulla togliere ad alcuni suoi noir o all’incursione nella fantascienza con Nirvana, gli riesce in maniera migliore: il road movie.
Ne sono esempi illustri Turné e Marrakech Express, e proprio da Marrakech Express sembra essere uscito, con il suo cantante di matrimoni Willi, Claudio Santamaria, voluto fin dal principio nel ruolo del protagonista. Sempre dal film del 1989 con Fabrizio Bentivoglio, Salvatores ha pescato Diego Abatantuono, uno dei suoi attori-feticcio, già fra gli interpreti di Mediterraneo, Puerto Escondido, Amnésia, Io non ho paura, Happy Family, Kamikazen – Ultima notte a Milano e Turné. Qui impersona Mario, il tenero e paziente padre adottivo di Vincent. Biondo, allegro e sorridente, quest’ultimo ha il volto dell’esordiente Giulio Pranno e prende il nome da un celebre brano di Don McLean che fa parte dell’album del 1971 “American Pie” e che è dedicato al pittore Vincent Van Gogh, al suo celebre dipinto “Notte stellata” e al suo disturbo mentale.
Di notti stellate ce ne sono diverse in Tutto il mio folle amore, e c’è anche la malattia, l’autismo di cui soffre Vincent, che è un personaggio che esiste per davvero. Si chiama Andrea ed è il figlio di Fulvio Ervas, che lo ha portato in viaggio in Sudamerica per poi narrare l’avventura vissuta con lui nel libro “Se ti abbraccio non aver paura”. Tutto il mio folle amore se ne serve come un canovaccio, cambiando molti elementi e scegliendo come ambientazione, per vicinanza all’Italia e un pizzico di fascino “kusturicano”, i Balcani.
Tutto il mio folle amore, che segna la prima collaborazione tra Valeria Golino e Gabriele Salvatores, prende il titolo dell’episodio diretto da Pier Paolo Pasolini del film a più mani Capriccio all’italiana e dal verso una canzone di Domenico Modugno scritta dallo stesso Pierpaolo: “Cosa sono le nuvole”. Il brano parla di un affetto intenso e incondizionato, che poi è il sentimento che lega fra loro i personaggi del film.
Tutto il mio folle amore riporta Gabriele Salvatores a trasformare in immagini un romanzo. Il regista ama tuffarsi nelle storie già raccontate da altri e da libri sono tratti Educazione Siberiana, Come Dio comanda, Quo vadis, Baby?, Io non ho paura, Denti, Puerto Escondido, Mediterraneo.

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Titolo originale Tutto Il Mio Folle Amore. Durata 97 min. Italia 2019

⇰ giovedì 31 ottobre ore 21:15
⇰ venerdì 1 novembre 17:00, 19:00 e 21:15
⇰ sabato 2 novembre ore 17:00, 19:00 e 21:15
⇰ domenica 3 novembre ore 17:00, 19:00 e 21:15
⇰ lunedì 4 novembre ore 21:15

Sono passati sedici anni dal giorno in cui Vincent è nato e non sono stati sedici anni facili per nessuno. Né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena e per il suo compagno Mario, che lo ha adottato.
Willi, che voleva fare il cantante, senza orario e senza bandiera, è il padre naturale del ragazzo e una sera qualsiasi trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. Non sa, non può sapere, che quel piccolo gesto di responsabilità è solo l’inizio di una grande avventura, che porterà padre e figlio ad avvicinarsi, conoscersi, volersi bene durante un viaggio lungo le strade deserte dei Balcani in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda, fuori dagli schemi, in maniera istintiva. E anche Elena e Mario, che si sono messi all’ inseguimento del figlio, riusciranno a dirsi quello che, forse, non si erano mai detti.


Visionario, punk, anarchico. Regista, poeta, scrittore, musicista. F.J. OSSANG sarà nostro ospite per un evento speciale, la proiezione del suo noir sperimentale “9 DOIGTS – 9 DITA”.
Ha vinto il Pardo d’argento per la miglior regia al Festival di Locarno 2017.

Cineasta, poeta e musicista francese. Post- surrealista, post-dada, post-esistenzialista, post-punk, fondatore del gruppo M.K.B. Fraction Provisoire che compone le colonne sonore delle sue pellicole, Frédéric-Jacques Ossang ha firmato in più di trentacinque anni una dozzina di lavori cinematografici corti e lunghi, segnate tanto dalla lezione delle avanguardie storiche quanto dalla rimessa in scena dei generi del cinema classico. Ha al suo attivo circa venti titoli tra opere poetiche e letterarie pubblicate, e dodici album incisi con diverse formazioni.
locandina

Titolo originale 9 Doigts. Durata 99 min. Francia 2017

⇰ sabato 2 novembre ore 23:30

Un uomo di nome Magloire sfugge ad un controllo di polizia nei pressi di una stazione ferroviaria. In seguito, scappando lungo una spiaggia, soccorre un altro uomo, morente, che gli consegna una grossa somma di denaro. Lo insegue allora una banda di criminali, che vuole i soldi ma ha anche bisogno del suo sangue freddo, e così Magloire viene arruolato dalla squadra di Kurtz, in partenza via mare, con un carico di polonio radioattivo, per un viaggio verso un’isola mobile, formata da rifiuti.


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MERCOLEDÌ 6 NOVEMBRE ORE 21:15
INGRESSO 7/5€
CADORI: LIVE (SHOEGAZE/ELETTRONICA) + VISUALS DI ELIDE BLIND

Concerto del musicista Cadori accompagnato per l’occasione dalle proiezioni dell’artista Elide Blind, autrice dei videoclip realizzati per i brani D’estate e Speciale e curatrice della sezione grafica e visuals che accompagna la pubblicazione dell’album Emisfero Australe, avvenuta lo scorso 20 settembre per Cane Nero Dischi e Sussidiaria, label fondata da Daniele Carretti (Felpa/Offlaga Disco Pax).

-INFO-
Musicista di base a Bologna, Giacomo Giunchedi ha passato gli ultimi anni alla ricerca del proprio taglio compositivo tra songrwriting, lo-fi ed elettronica. Dal 2014 al 2016 suona con il progetto elettronico Torakiki, con cui nel 2016 pubblica l’album “Avesom” per la berlinese Symbiotic Cube; nello stesso anno la band suona al festival Ypsigrock e apre con un djset il concerto dei Prodigy al Gondar di Gallipoli. Con il moniker Cadori pubblica nel 2017 per Labellascheggia l’album “Non puoi prendertela con la notte”, traguardo di una di una serie di auto-pubblicazioni rilasciate nei due anni precedenti. È nel corso dello stesso anno, durante le prove per i live che seguono l’uscita del disco, che vengono scritti e arrangiati i nuovi brani, direttamente sugli strumenti del set usato dal vivo (drum machine, synth, chitarra) e registrati nel proprio home studio a brevissima distanza dalla loro composizione, spesso nel giro di poche ore, così da imprimerne l’immediatezza e lo slancio creativo che le ha portate alla luce. Il risultato di questo processo è l’album “Emisfero Australe”, realizzato sotto la guida di Justin Bennett, producer e fonico che da Los Angeles si è stabilito nella città felsinea, membro della storica band industrial Skinny Puppy, che ha visionato il processo di mix e master dell’album a coronamento di un rapporto di collaborazione attivo già qualche anno, sia con la band Torakiki che per il precedente “Non puoi prendertela con la notte”. Nel disco, la cui uscita è prevista per settembre 2019, coesistono l’amore per l’IDM nordica e il cantautorato italiano, in un equilibrio sottile e labile dal quale viene risparmiato ogni elemento derivativo, citazionista o appartenente al trend del momento. L’album viene ascoltato da Daniele Carretti (alias Felpa e membro degli Offlaga Disco Pax), che decide di includerlo nel catalogo della sua Sussidiaria Music e successivamente attrae l’interesse di Cane Nero Dischi, realtà indipendente articolata tra Genova e Milano.

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