dal 20/10 L’ALTRA METÀ DELLA STORIA, in rassegna 22/10 CENERENTOLA e 26/10 BLOW-UP

IL SENSO DI UNA FINE è una storia di amore, rimpianto e gioventù dimenticata, interpretata da Jim Broadbent (IRIS – UN AMORE VERO, THE IRON LADY), Charlotte Rampling (45 ANNI, MELANCHOLIA), Harriet Walter (ESPIAZIONE, THE YOUNG VICTORIA), Emily Mortimer (serie televisive The Newsroom e Doll & Em) e Michelle Dockery (protagonista della serie televisiva Downton Abbey). Il cast del film vanta anche la partecipazione di Billy Howle, Freya Mavor  e Joe Alwyn.
Scritto dall’acclamato sceneggiatore e drammaturgo Nick Payne che ha adattato l’omonimo romanzo di Julian Barnes vincitore del Man Booker Prize nel 2011 e diretto da Ritesh Batra (LUNCHBOX), L’ALTRA METÀ DELLA STORIA è prodotto da David Thompson ed Ed Rubin di Origin Pictures.

locandinaTitolo originale The Sense of an Ending durata 108 min.  Regno Unito 2017.

⇰ venerdì 20 ottobre ore 21:15
⇰ sabato 21 ottobre ore 21:15
⇰ domenica 22 ottobre ore 18:30 e 21:15
⇰ lunedì 23 ottobre ore 21:15

Tony Webster (Jim Broadbent), divorziato e ormai in pensione, conduce una vita solitaria e relativamente tranquilla.
Un giorno viene a sapere che la madre della ragazza con cui stava ai tempi dell’università, Veronica (Freya Mavor), gli ha lasciato, nelle sue volontà testamentarie, il diario tenuto dal suo migliore amico di un tempo che si era messo con Veronica dopo che lei e Tony si erano lasciati.
Il tentativo di recuperare il diario, ora nelle mani di una Veronica più anziana, ma egualmente enigmatica (Charlotte Rampling), lo costringe a rivisitare i suoi lacunosi ricordi degli anni giovanili e degli amici di allora. Scavando sempre di più in profondità nel suo passato, iniziano a riaffiorare tutti i dettagli di quel periodo: il primo amore, il cuore infranto, gli inganni, i rimpianti, il senso di colpa…
Tony sarà in grado di trovare il coraggio di affrontare la verità e di assumersi la responsabilità delle devastanti conseguenze dei gesti che ha compiuto tanti anni prima?


La rassegna “I Classici Disney allo Snaporaz” continua con il secondo film: CENERENTOLA. È un film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e distribuito negli Stati Uniti dalla RKO Radio Pictures il 14 febbraio 1950. È il 12º Classico Disney, ed è basato sulla fiaba Cenerentola di Charles Perrault. Le canzoni del film, tra cui “I sogni son desideri” e “Bibbidi-Bobbidi-Bu“, scritte da Mack David, Jerry Livingston e Al Hoffman divennero ben presto molto note.

Titolo originale Cinderella. Durata 74 min.  USA 1950. 

⇰ domenica 22 ottobre ore 14:00
⇰ domenica 22 ottobre ore 16:00

Cenerentola, rimasta orfana degli amati genitori, vive con la crudele matrigna e la due orribili sorellastre Anastasia e Genoveffa, che la trattano alla stregua di una serva. Nel frattempo il Re decide che è giunto il momento di trovare una moglie a suo figlio e indice un grande ballo a cui sono invitate tutte le ragazze nubili del reame. Cenerentola non ha, purtroppo, un vestito adatto per la festa, ma rimedia con l’aiuto dei suoi amici animaletti andando incontro alle furie delle sorellastre…

Il Classico è tratto dalla fiaba Cendrillon di Charles Perrault. Così, il padre di Cenerentola muore all’inizio della fiaba e l’incantesimo termina all’ultimo tocco della mezzonotte, Cenerentola che indossa scarpette di cristallo, la zucca che si trasforma in carrozza. Dalla versione Aschenputtel dei fratelli Grimm, Disney ha ripreso gli uccelli che aiutano Cenerentola e il sadismo della matrigna e delle sorellastre.
Disney aggiunse alla storia delle sequenze comiche come quelle dei topolini e del gatto, sulla scia dei film precedenti. Walt nominò Bill Peet, autore delle gag di I racconti dello zio Tom (1946), come sceneggiatore per la scene del gatto con i topi. L’animazione di queste fu poi realizzata da John Lounsbery e fu ultimata nel marzo 1949. Sebbene Cenerentola e Biancaneve siano due fiabe tra loro molto simili (entrambe le fanciulle sono vessate dalla matrigna e trovano il lieto fine nelle braccia di un principe azzurro) Disney, in una nota del 17 marzo 1948, precisò agli animatori di ridurre o minimizzare le somiglianze grafiche possibili con il Classico precedente poiché non era intenzionato a realizzare un’altra Biancaneve.
Il film è realizzato sulla cuspide tra le classiche animazioni Disney dell'”età dell’oro” degli anni trenta e ’40 e le produzioni meno acclamate dalla critica degli anni cinquanta, Cenerentola è rappresentativo di entrambe le epoche. Ollie Johnston e Frank Thomas scrivono che Cenerentola è il film Disney più minuziosamente pianificato, con uno scenario fin nei minimi dettagli, dei personaggi sviluppati con attenzione, il tutto retto da una solida struttura musicale. Uno dei principali problemi artistici del film, già affrontato in Biancaneve, fu quello di rendere credibili i personaggi umani al fine di identificarvisi.


Per la rassegna “Il Cinema Ritrovato“, proiettiamo il capolavoro di Michelangelo Antonioni, BLOW-UP che si terrà il 12 ottobre.

Blow-up di Michelangelo Antonioni, restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros. e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi.

Regia: Michelangelo Antonioni. Soggetto: dal racconto Las babas del diablo di Julio Cortázar. Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Tonino GuerraFotografia: Carlo Di PalmaMontaggio: Frank Clarke. Scenografia: Assheton Gorton. Musica: Herbie Hancock. Interpreti: David Hemmings (Thomas), Vanessa Redgrave (Jane), Sarah Miles (Patricia), Verushka (se stessa), Peter Bowles (Ron), Jill Kennington, Peggy Moffit, Rosaleen Murray, Ann Norman, Melanine Hampshire (modelle), Jane Birkin, Gillian Hills (aspiranti modelle). Produzione: Carlo Ponti per Metro Goldwyn Mayer.

blowmanidefTitolo originale Blow-up. Durata: 112 min. – GB/ITA 1966.

⇰ giovedì 26 ottobre ore 21:15

Il primo film in lingua inglese di Michelangelo Antonioni, tratto da un racconto di Cortázar. La swinging London, magnificamente esaltata dalle invenzioni cromatiche di Carlo di Palma, le mode giovanili, la musica e la contestazione, servono ad Antonioni per mettere in scena l’avventura di uno sguardo. Una fotografia scattata per caso rivela, ingrandita, le presunte tracce di un delitto. E l’incapacità dell’uomo contemporaneo, e dell’artista, di far presa sul reale.
Blow-up è un film che si presta a tante interpretazioni, perché la problematica cui si ispira è appunto l’apparenza della realtà. […] L’esperienza del protagonista non è né sentimentale né amorosa, riguarda piuttosto il suo rapporto con il mondo, con le cose che si trova di fronte. È un fotografo. Un giorno fotografa due persone al parco, un elemento di realtà che sembra reale. E lo è. Ma la realtà ha in sé un carattere di libertà che è difficile spiegare. Questo film, forse, è come lo Zen: nel momento in cui lo si spiega lo si tradisce. (Michelangelo Antonioni)