Dal 21/6 al 24/6 La Prima Vacanza Non Si Scorda Mai, 25/6 e 26/6 Troppa Grazia, dal 26/6 al 30/6 Mystfest 2019 – Retrospettiva Mario Bava

Ben e Marion si sono incontrati su Tinder e decidono di trascorrere le vacanze estive insieme. Lui doveva partire con i familiari per Biarritz mentre lei aveva in programma un viaggio a Beirut con amici. Insieme scelgono come meta un luogo intermedio: la Bulgaria. Una volta giunti sul posto debbono cercare di far convivere le reciproche esigenze.

Patrick Cassir, al suo primo lungometraggio, scrive la sceneggiatura insieme a Camille Chamoux, protagonista femminile. Questa stesura a due si riflette con benefici effetti sul film che non si limita a divertire ma sa entrare nelle psicologie dei personaggi con il giusto mix di divertimento e di occasione di riflessione.

In un società come la nostra in cui domina la fragilità dei legami affettivi (come ben sottolineava Zygmunt Bauman) prendersi il rischio di andare in vacanza praticamente con uno/a sconosciuto/a con cui si pensa di poter costruire una storia significa comunque di per sé correre un grosso rischio. La condivisione della quotidianità è già un problema per le coppie rodate figurarsi per una in fase esplorativa. Si aggiunga poi il dato, non secondario, che sia Marion che Ben sono sulla quarantina e che le reciproche abitudini sono ormai abbondantemente consolidate.

La sceneggiatura si (e ci) diverte a mostrarci come l’intraprendenza di lei progressivamente contrasti con il carattere pantofolaio di lui. Chamoux e Cohen si muovono a loro agio nel dare corpo anche ai tentativi di adattamento che entrambi (più lui che lei in percentuale) mettono in atto per cercare di esaudire i desideri altrui. Se poi si pensa che lo scenario è offerto dalla ‘strana’ Bulgaria il gioco è fatto.

Il merito di Cassir è anche quello di non eccedere mai nelle caratterizzazioni dei personaggi sfiorando il grottesco solo nella scena a bordo piscina. Le occasioni per sorridere e/o ridere non mancano anche perché in sottotesto si fa strada la domanda che ognuno (di qualsiasi età sia) può porre a stesso: quanto sarei disposto a concedere al desiderio di formare una coppia in situazioni analoghe? La risposta potrebbe essere sorprendente. Giancarlo Zappoli (MyMovies.it)

56166Titolo originale Premières Vacances. Durata 102 min. Francia 2019

⇰ venerdì 21 giugno ore 21:15
⇰ sabato 22 giugno ore 21:15
⇰ domenica 23 giugno ore 21:15
⇰ lunedì 24 giugno ore 19:00 e 21:15

Marion e Ben hanno trent’anni, vivono a Parigi, e si conoscono su Tinder… e questo è praticamente tutto ciò che hanno in comune. La verità è che non potrebbero essere più diversi: lei è intrepida e ama l’avventura, lui è ordinato e ipocondriaco. Ma gli opposti si attraggono e, dopo una notte di sesso sfrenato, decidono di trascorrere insieme le loro vacanze estive: a metà strada tra le loro destinazioni da sogno, Beirut per Marion, Biarritz per Ben, finiranno per ritrovarsi… in Bulgaria. Tra ostelli hippy, spiagge affollate e sport estremi, il viaggio di Marion e Ben si trasformerà in un’avventura on the road trascinante e rocambolesca, un’esperienza indimenticabile nel bene… e nel male.


Diamo inizio alle repliche estive!
Per il primo film proponiamo TROPPA GRAZIA – NOTE DI REGIA di Gianni Zanasi
Penso che nessuno sappia veramente perché nasce una storia. Alla fine credo sia giusto così. Forse non c’è un perché, forse c’è soltanto un come. La prima volta che mi è “apparsa” Lucia è stato all’improvviso. L’ho vista passeggiare da sola, in un grande centro commerciale, senza motivo. Ma ho sentito subito un carattere, uno spirito indipendente, un po’ “selvatico”. Ho pensato che forse viveva in una cittadina di provincia. Forse Lucia aveva passato la sua infanzia su un bellissimo campo. Mentre la seguivo, sentivo un peso dentro di lei, che aveva a che fare con il sentimento di un quotidiano senza fughe. Un peso che evidentemente era anche il mio, così forte che all’improvviso è successo l’impensabile: Lucia si gira ed ecco quella ragazza con il velo sul capo che la fissa e le dice, con la serietà di un’altra epoca: «Vai dagli uomini…». Lucia la guarda e, spaventata, le risponde (e io con lei): «Ma vacci tu…». E sono scoppiato a ridere. Non ci potevo credere. Ecco, onestamente è cominciata così. Con una risata. Nell’attimo di quella risata si sono toccati degli estremi. Il sentimento improvviso e fuori luogo del Mistero, e la nostra vita che lo sfiora in modo anche banale: il mistero immobile e potente da una parte, e il “giorno per giorno” friabile e confuso dall’altra. Le domande profonde che sentiamo, le risposte scomposte e improvvisate che diamo e ancora di più quelle che evitiamo. La verità e la menzogna. Troppa grazia si è presentato da subito come un film di estremi che si toccano e si scontrano. Ma lì per lì ero confuso, non riuscivo a capire come mai proprio io dovessi fare un film con la Madonna. Alla fine mi sono appuntato l’immagine, ho pensato che fosse bella e folle e sono passato ad altro. Solo qualche anno dopo, sempre all’improvviso e senza un perché, sono ritornate le voci della Madonna che chiede «Sei andata dagli uomini?» e di Lucia che le risponde ansiosa «Senti io non vado dagli uomini, questo è un problema tuo, lo capisci?». E di nuovo mi sono messo a ridere. Ho cominciato a scrivere il film. Ma, devo essere sincero, non in modo del tutto consapevole. In una prima stesura quello che mi prendeva e mi faceva andare avanti giorno per giorno è che ridevo tantissimo. Avvertivo anche che, proprio per la sua eccentricità, questa storia poteva ancora diventare tante cose diverse: da una sit-com irriverente a una riflessione sul sentire religioso di oggi… Erano veramente troppe possibilità. A fare la differenza è stato che in poco tempo ero già cotto di Lucia, coinvolto con lei in un rapporto completamente empatico. Come fai a non voler bene a una che alla Madonna risponde «Ti ho già detto di no! Ma cosa fai, insisti come i bambini?». Mettendomi nei suoi panni mi sono chiesto: e se succedesse a me? Ma non in un film, proprio nella mia vita: io come reagirei? Queste domande hanno annullato ogni distanza tra me e lei ed è stato questo che, tra tante possibilità, ha portato alla fine il film a trovarne una sola. Come penso debba essere. Questo non è, evidentemente, un film di tema religioso. Perché non è un film sulla capacità di credere in Dio oppure no. Ma è sulla capacità di Credere Ancora, nonostante il nostro non essere più bambini. Di sentire, di immaginare. La Madonna del film non è quella del racconto religioso, ma la “Madonna di Lucia”, semplicemente. L’espressione schizofrenica di quella capacità di credere che è propria dell’infanzia, che Lucia ha soffocato per tanto tempo e che torna da lei giustamente molto arrabbiata. per impedirle di disfarsi completamente della sua parte vivente. Ad apparirle non poteva essere nessun altro: ciò che ci affascina della Madonna – al di là dell’iconografia che ci arriva dall’infanzia – penso sia l’intransigenza. Uno sguardo che ha una nettezza d’altri tempi, e che dice a un presente tutto dedito ai compromessi: tu non sei tutto. Una “Madonna” che si fa portatrice di un implacabile e scomodissimo richiamo etico ed esistenziale, l’ultimo, che Lucia fa a sé stessa e alla sua vita: «Bisogna dire la verità Lucia, la vita è corta». Per questo amo Lucia, perché non capisce ancora completamente ciò che le sta succedendo, perché anche se non se n’è ancora accorta e non può accorgersene perché lo sta vivendo, ha accettato di vivere la sua vita finalmente e fino in fondo e con tutto quello che comporta e costa. La fatica di ridare cittadinanza dentro di noi alla complessità dei sentimenti, al mistero imprevedibile del sentire quello che non c’è.
locandina

Titolo originale Troppa Grazia. Durata 110 min. Italia 2018

⇰ martedì 25 giugno ore 21:15
⇰ mercoledì 26 giugno ore 21:15

Troppa Grazia, il film diretto da Gianni Zanasi, racconta la storia di Lucia (Alba Rohrwacher), una geometra di 36 anni che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra difficoltà economiche e relazioni personali sempre poco chiare, il Comune la incarica di un controllo su un terreno dove deve sorgere una grande opera architettonica aspettata da tutti. Durante i controlli Lucia si accorge che le mappe del Comune sono sbagliate e piene di manipolazioni per coprire probabili rischi geologici. Lucia, spaventata dall’idea di poter perdere il suo incarico, decide di non dire nulla e non creare problemi. Il giorno dopo, ripreso il lavoro sul terreno, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 Euro e riprende a lavorare. Ma la sera, mentre cucina in casa sua, la rivede improvvisamente lì davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…”


MYSTFEST 2019
CINQUE VOLTI DELLA PAURA Retrospettiva su Mario Bava

26 Giugno ore 23:30 – ingresso gratuito 
SEI DONNE PER L’ASSASSINO
Durata 86 min. Italia, Francia, Germania 1964
Nel parco dell’atelier Christian, Isabelle, una bellissima modella, viene strangolata da un assassino mascherato. L’ispettore Silvestri, incaricato delle indagini, presto si accorge di quanto sia avvelenato il clima nella casa di moda. Scopre che Isabella era amante di un antiquario, e che a aveva scritto un diario compromettente per tutti gli impiegati dell’atelier. Nicole, amica della morta, ha nascosto il diario, ma l’assassino la uccide. Altri delitti raccapriccianti si susseguono.

27 Giugno ore 23:30 – ingresso gratuito 
DIABOLIK
Durata 101 min. Italia 1967
La città di Clerville vive giorni di terrore. Uno spietato criminale, conosciuto da tutti con il nome di Diabolik, insieme alla complice Eva Kant, mette a segno colpi miliardari beffando le autorità. Il ladro, grazie a ingegnosi travestimenti e a maschere perfette, può assumere le sembianze di chiunque. L’ispettore Ginko cerca allora di tendergli una trappola.

28 Giugno ore 23:30 – ingresso gratuito 
LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO
Durata 90 min. Italia 1962
Una giovane ragazza inglese, in vacanza a Roma, si trova inconsapevolmente al centro di una rete di misteriosi delitti. Impressionata dalla catena di orrori che si snoda nella stessa famiglia che la ospita, Nora Davis, decide di chiarire la situazione ed invece di visitare la città si getta anima e corpo nelle indagini seguendo i minimi indizi che possano condurla sulla pista giusta. Aiutata da Marcello, il suo innamorato italiano, Nora riesce presto a venire a capo della misteriosa situazione. L’assassino non è altri che la signora sua ospite, che da dieci anni passa la vita ad uccidere i parenti per impossessarsi dell’intero patrimonio familiare.

29 Giugno ore 23:30 – ingresso gratuito 
LA MASCHERA DEL DEMONIO
Durata 80 min. Italia 1960
1830: sostando in una cappella in rovina nel fitto di un bosco, il dottor Chomas e il suo assistente Gorobec scoprono un sarcofago che custodisce le spoglie mummificate della strega Asa, giustiziata due secoli prima. Costei, entrando incidentalmente in contatto col sangue di Chomas, torna in vita e riprende a mietere le sue vittime nella famiglia della pronipote Katia, che abita in un vicino castello insieme al padre, al fratello e a un vecchio servo.

30 Giugno ore 23:30 – ingresso gratuito 
OPERAZIONE PAURA
Durata 83 min. Italia 1966
Un medico arriva in un paese sperduto nella nebbia, dove lo attende un commissario di polizia per eseguire l’autopsia sul cadavere di una giovane donna, deceduta in circostanze poco chiare. I cittadini del posto mostrano subito ai nuovi arrivati tutta la loro ostilità, provano a seppellire il cadavere per ostacolare l’indagine e pare evidente sappiano bene cosa sia successo.
Ben presto, il medico scopre che non si tratta di un caso isolato e che dietro alle numerose morti avvenute nel paese si cela una maledizione di lungo corso, originata da una disgrazia accaduta nel passato.
La sua ricerca ostinata lo conduce da un’anziana signora che tempo addietro ha subito la morte della giovane figlia.

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