dal 14/4 al 16/4 THE SILENT MAN, in rassegna 17/4 HITLER CONTRO PICASSO E GLI ALTRI, 18/4 VISAGES VILLAGES, 19/4 L’AMORE C’ENTRA?, 20/4 SENSIBILE

THE SILENT MAN si ispira alla vera storia del più famoso informatore segreto della storia degli Stati Uniti: Mark Felt, vice-direttore dell’FBI, che è stato – sotto lo pseudonimo di “Gola profonda” – la fonte anonima dello scandalo Watergate negli anni ’70. Diretto da Peter Landesman con Liam Neeson, Diane Lane, Maika Monroe, Ike Barinholtz, Michael C. Hall.

TSM_160x600-bannerTitolo originale Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House. Durata 103 min. USA 2017

⇰ sabato 14 aprile ore 19:15 e 21:15
⇰ domenica 15 aprile ore 19:15 e 21:15
⇰ lunedì 16 aprile ore 21:15 (per tutti 4€)

Per oltre trent’anni, la misteriosa identità dell’informatore segreto ha suscitato un’intensa curiosità da parte dell’opinione pubblica e una serie di speculazioni, fino a quando, nel 2005, in un articolo apparso su Vanity Fair, Felt non ha ammesso di essere stato lui. Malgrado il suo nome sia ormai di dominio pubblico da un decennio, in pochi conoscono la vita professionale e privata del brillante e intransigente Felt, che rischiò, e in ultima istanza sacrificò, ogni cosa, compresa la famiglia, la carriera e persino la libertà, per rendere note le informazioni di cui era a conoscenza. THE SILENT MAN ci mostra il caso Watergate come non lo abbiamo mai visto prima d’ora, rovesciando la prospettiva dei giornalisti sul campo del Washington Post in TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE e adottando il punto di vista delle più alte cariche al potere, una straordinaria finestra aperta su un governo nello scompiglio. La storia del profondo livello di corruzione della Casa Bianca, di cui l’effrazione nel quartier generale del Comitato Nazionale Democratico fu soltanto un esempio isolato. Alla luce degli attuali eventi, i sorprendenti parallelismi con i tumulti politici dell’era Watergate — comprese le lotte di potere tra i rami dell’esecutivo e l’FBI, le prove di brogli elettorali e la rinnovata posizione di sfida della Casa Bianca nei confronti della veridicità dei mezzi di informazione — la storia di Mark Felt non potrebbe essere più rilevante.



Com’è possibile essere indifferenti agli altri uomini?  La pittura non è fatta per decorare appartamenti. È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico” _Pablo Picasso

Ritorna la rassegna PRIMAVERA DOC con il film documentario HITLER CONTRO PICASSO E GLI ALTRI diretto da Claudio Poli e prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD, ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania raccogliendo testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

⇰ martedì 17 aprile ore 19:15 e 21:15 (per acquistare i biglietti in prevendita liveticket.it/salonesnaporaz)HITLERCONTROPICASSO

Sono trascorsi 80 anni da quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata”, organizzando, nel 1937 a Monaco, un’esposizione pubblica per condannarla e deriderla e, contemporaneamente, una mostra per esaltare la “pura arte ariana”, con “La Grande Esposizione di Arte Germanica”. Proprio in quegli stessi giorni cominciò la razzia, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti e ebrei, di capolavori destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall, la residenza privata di Goering, l’altro grande protagonista del saccheggio dell’Europa. Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky. Sui muri le frasi di commento: “Incompetenti e ciarlatani”, “Un insulto agli eroi tedeschi della Grande Guerra”, “Decadenza sfruttata per scopi letterari e commerciali”. La mostra sull’”arte degenerata” fu portata in tour come esempio in 12 città tra Austria e Germania e la visitarono circa 2 milioni di persone.
Proprio per raccontare alcune delle infinite storie che presero il via in quei giorni, a distanza di 80 anni arriva oggi sul grande schermo un documentario-evento con la partecipazione straordinaria di Toni Servillo e la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino.


A grande richiesta ritorna il bel documentario VISAGES VILLAGES.
Dopo l’acclamata première del film a Cannes 2017 è arrivato l’Oscar alla carriera per la Varda e infine la nomination all’Oscar, in un irresistibile crescendo di consensi, sia di pubblico che di critica (da Variety al Guardian, da IndieWire al “nostro” Paolo Mereghetti, per citarne solo alcuni). E crediamo che il film potrà conquistare anche gli spettatori italiani, quelli dell’essai come quelli interessati all’arte, senza tralasciare il pubblico più “mainstream”.

visages⇰ mercoledì 18 aprile ore 19:15 e 21:15 

Quello che hanno in comune Agnès Varda e JR è la passione e la curiosità per le immagini e i luoghi. Agnès ha scelto il cinema. JR ha scelto di creare gallerie fotografiche all’aperto. Agnès e JR si sono conosciuti nel 2015 e hanno subito deciso di lavorare insieme, di girare un film in Francia, lontano dalle città, in viaggio sul magico furgone fotografico di JR. In circostanze più o meno casuali hanno incontrato tante persone, le hanno ascoltate e fotografate, hanno ingrandito ed esposto i loro ritratti. Il film racconta anche la storia di un’amicizia che è cresciuta durante la lavorazione tra scherzi e sorprese, in un dialogo serrato, divertente e commovente tra generazioni diverse.
Visages Villages è un film sui generis, che letteralmente si è costruito strada facendo, seguendo il girovagare più rurale di Agnès e JR, artisti on the road alla ricerca di storie e suggestioni, memorie e volti, filmati con la consueta maestria dalla Varda e fotografati, ingranditi ed esposti da JR come opere d’arte che si fondono con il paesaggio modificandolo radicalmente, in nome del potere che l’Arte ancora possiede di suscitare emozioni profonde in uomini e donne di qualsiasi estrazione sociale.


La rassegna continua con questi due documentari: MA L’AMORE C’ENTRA? SENSIBILE.

⇰ giovedì 19 aprile ore 21 MA L’AMORE C’ENTRA?mal

La violenza sulle donne racconta da tre uomini che hanno avuto comportamenti violenti contro le proprie mogli o compagne ma che hanno intrapreso un percorso di cambiamento chiedendo aiuto al centro Liberiamoci dalla Violenza dell’Ausl di Modena. Una riflessione sull’educazione sentimentale, sugli stereotipi e le gabbie culturali, sulla differenza uomo-donna. Il percorso dei protagonisti è costruito sulle parole raccolte nelle interviste condotte nell’arco di due anni.

sensibile⇰ venerdì 20 aprile ore 20 SENSIBILE

“Sensibile” racconta le storie di chi soffre e di chi cura, di chi ha dovuto reinventare la sua vita, affrontando i cambiamenti indotti dalla malattia; ma soprattutto vuole evidenziare, oltre la retorica e i facili slogan, che le malattie ambientali sono un problema di tutti. Perchè un ambiente malsano, aggressivo e inospitale sarà sempre una minaccia, anche per chi ora non è malato.